A cosa serve la saliva?

Models Noemie Lenoir and Doutzen Kroes arrive before screening of "La Frontiere de l'Aube" in Cannes

Nella nostra bocca la saliva svolge un’importantissima funzione igienica, protettiva e lubrificante perché previene l’accumulo di placca e di depositi di cibo sui denti e facilita la deglutizione; inoltre, è in grado di tamponare l’acidità (il pH salivare in condizioni ottimali è neutro) e contiene alcune sostanze ad azione antimicrobica, quindi contribuisce a prevenire infezioni fungine e malattie gengivali. Infine, la saliva ha anche una significativa funzione digestiva, perché il cibo durante la masticazione – attraverso l’azione chimica di lipasi e ptialina – viene trasformato in bolo e preparato per il transito verso la faringe e l’esofago.

Come tutte le secrezioni umane, anche la saliva è costituita prevalentemente da acqua (99%), mentre soltanto l’1% è rappresentato da sostanze organiche e inorganiche. Fra le sostanze inorganiche, troviamo soprattutto sali minerali (cloruri e bicarbonati di sodio, potassio, calcio) mentre la frazione organica è costituita da enzimi e immunoglobuline.

Una persona sana produce in media 0,75 – 1,5 litri di saliva al giorno, che moltiplicati per una vita intera riempirebbero due piscine! Le ghiandole salivari funzionano a ciclo continuo e la saliva viene secreta anche durante il sonno.

La condizione per cui la produzione salivare è scarsa o insufficiente è definita secchezza delle fauci o xerostomia (dal greco xeros = secco e stoma = bocca). La xerostomia può causare difficoltà di fonazione, masticazione e deglutizione. In molti casi può comportare anche alitosi e aumento di carie dentali. Inoltre la xerostomia può rendere più vulnerabile alle infezioni la mucosa del tessuto parodontale e della bocca. Le cause alimentari della xerostomia possono essere varie: assunzione di cibi salati, scarso apporto di liquidi, assunzione eccessiva di alcol. La bocca secca però può avere anche origini iatrogene, legate cioè all’assunzione di determinati medicinali. La lista dei farmaci incriminati include prodotti utilizzati per il trattamento di depressione, ansia, morbo di Parkinson, obesità, incontinenza urinaria e cancro – ma anche narcotici, antistaminici, decongestionanti, diuretici, antidiarroici e miorilassanti. Il tabacco (fumato o masticato) può aggravare notevolmente la sensazione di bocca secca. In altri, casi l’inaridimento può essere determinato dall’abuso di stupefacenti (marijuana, cocaina, efedrina e amfetamine). Invece, tra le malattie responsabili di secchezza delle fauci spicca la sindrome di Sjogrens, seguita dal comune diabete e da quello insipido, dal morbo di Parkinson, dalla parotite, dalla fibrosi cistica e da disturbi psicologici.

L’eccesso di saliva viene invece identificato con il termine ptialismo o scialorrea, anch’esso può essere dovuto all’uso di certi farmaci, oppure a malattie mentali, alla gravidanza, all’iniziale messa in posa di protesi dentali, a condizioni infiammatorie del cavo orale, all’eccesso di tartaro interdentale e a tumori che colpiscono il primo tratto dell’apparato digerente.

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