Igiene, profilassi e parodontologia

Questo ambito è di massimo interesse per Amadental perché rappresenta il cardine della nostra filosofia. Una corretta informazione e una buona igiene dentale assicurano il mantenimento dello stato di salute della bocca, o perlomeno il contenimento dei problemi parodontali già esistenti quando irreversibili.

Cos’è la parodontologia?

Parodontopatia è il nome scientifico della più comunemente nota “piorrea” ed è quella malattia che porta alla perdita dei denti per distruzione del parodonto.

Il parodonto è rappresentato dal complesso di strutture che tengono “fisso” il dente, ovvero osso, gengiva e legamento. Il danno al parodonto è provocato dall’infiammazione causata dalla carica batterica presente nella bocca.

Un’igiene quotidiana corretta a casa è la base per prevenire questo problema. Un’igiene professionale in studio è finalizzata a rimuovere quei residui di sporco che si accumulano nel tempo. Se, infatti, è piuttosto scontata l’idea di lavarsi i denti dopo i pasti principali, la mancanza di regolarità nel farlo per fretta o distrazione, o una tecnica di spazzolamento scorretta, o condizioni sfavorevoli (come affollamento dentale, forma della bocca e composizione salivare) sono tutti fattori predisponenti il deposito di placca. Da qui la necessità di sottoporsi a controlli regolari.

L’igienista diplomata – che, ricordiamo, è l’unica figura professionale abilitata a effettuare l’igiene – stabilisce la necessità e la frequenza con cui sottoporsi alle sedute di igiene. E’ evidente che non esiste una regola applicabile a tutti riguardo la frequenza; è buona norma comunque effettuare una visita almeno una volta all’anno. Può capitare che i pazienti virtuosi non abbiano necessità della pulizia, mentre ci possono essere situazioni particolarmente delicate che richiedono igiene anche ogni tre mesi.

Durante la seduta di igiene presso Amadental vengono fornite al paziente le istruzioni per una corretta metodica di spazzolamento, per l’uso del filo e degli scovolini. E’ nostra abitudine, quando necessario, fissare dopo l’igiene un appuntamento di controllo per verificare che il paziente riesca a seguire le nostre indicazioni.

Quando si riscontrano gravi depositi di tartaro sotto gengiva si rendono necessarie sedute di levigature radicolari, ovvero pulizie più profonde eseguite in due/ quattro sedute (a discrezione dell’operatore e a seconda della collaborazione del paziente) con gli strumenti manuali chiamati courette.

Faq

Posso fare l’ablazione del tartaro una volta all’anno?

Dipende. In casi di totale salute dentale, si consiglia comunque di effettuare quantomeno una visita ogni 6 mesi, con eventuale rimozione del tartaro se necessaria, soprattutto se i pazienti hanno protesi fisse o mobili, otturazioni o apparecchi ortodontici. In molti casi bisogna farla anche più spesso, ad esempio su pazienti con impianti, in pazienti con sanguinamento o mobilità di denti, e nei pazienti dove l’igiene domiciliare non risulta suffic adeguata, cercando di volta in volta delle soluzioni mirate. Esistono casi di pazienti particolarmente virtuosi e fortunati per cui può essere sufficiente una sola ablazione all’anno, ma il consiglio è quello di rivolgersi sempre al proprio dentista o igienista per indicazioni chiare e personalizzate.

Bisogna lavare i denti subito dopo mangiato?

No. Bisognerebbe aspettare almeno una ventina di minuti. Questo perché in base all’acidità dei cibi e delle bevande assimilati, se si spazzola subito si possono corrodere i denti (soprattutto dopo i dolci e le bibite gassate, ma anche dopo una buona spremuta d’arancia).

Perché lavo sempre i denti e si forma lo stesso il tartaro?

Perché spesso non laviamo i denti con la tecnica corretta e non dedichiamo all’operazione il tempo necessario. Inoltre, l’utilizzo del filo interdentale o dello scovolino sono fondamentali. Il processo che porta alla formazione della placca batterica inizia dopo poche ore dall’assunzione di cibo e bevande.

Perché la maggior parte del tartaro si deposita nella parte linguale dei denti frontali inferiori?

Proprio sotto la lingua in corrispondenza dei denti frontali sono posizionati gli sbocchi delle principali ghiandole salivari, perciò tutto ciò che non siamo bravi a spazzolare via in quel punto, viene calcificato in fretta e diventa tartaro nell’arco di pochi giorni.

È proprio necessario passare il filo interdentale anche se sanguinano le gengive? Non le avrò troppo sensibili per farlo?

Il sanguinamento è solo una reazione che il nostro corpo attua in risposta all’accumulo batterico. È quindi necessaria una metodica corretta nel passare il filo, e soprattutto è necessario utilizzarlo con costanza: questo permette alle gengive di rimanere sane.

Esiste un dentifricio che rimuove il tartaro?

No. Lavare i denti, rimuovendo la placca prima che diventi tartaro è un’azione prevalentemente meccanica. Lo spazzolino agisce da “scopa” smuovendo i depositi di placca tra dente e dente e tra dente e gengiva. Alcuni dentifrici possono diminuire la sensibilità dello smalto, altri, più salini, possono fortificare le gengive, altri rinfrescare l’alito, ma nessun dentifricio rimuove la placca né tanto meno il tartaro. 

È meglio usare lo spazzolino manuale o quello elettrico?

Non sempre l’utilizzo dello spazzolino porta ad avere una buona igiene orale. Infatti la tecnica e l’impegno applicati allo spazzolamento sono più importanti dello strumento utilizzato. Per raggiungere un buon livello di igiene orale bisogna usare nel modo corretto e per il tempo necessario (almeno 2 minuti!) qualsiasi spazzolino, ed è fondamentale anche l’utilizzo del filo o dello scovolino per la pulizia degli spazi interprossimali (quelli tra un dente e l’altro).

Utilizzo uno spazzolino con setole dure perché mi sembra che pulisca di più, faccio bene?

Spesso gli spazzolini rigidi sono sconsigliabili perché hanno un’azione troppo aggressiva e, a lungo andare, possono causare abrasioni allo smalto; meglio utilizzare quelli a setole medie e dare qualche spazzolata in più!

Che collutorio devo usare?

I pazienti che raggiungono un buon livello di igiene orale con l’utilizzo dello spazzolino e del filo non hanno stretta necessità di utilizzare il collutorio. Tuttavia il collutorio in moltissimi casi si rivela un alleato prezioso per mantenere una bocca sana e senza disturbi. La clorexidina per esempio è un antisettico che ha dimostrato di avere grande efficacia nella terapia della malattia parodontale, ed è contenuta in molti collutori in commercio, a diverse concentrazioni. Per utilizzare giornalmente un collutorio a base di clorexidina – utile in particolare ai portatori di protesi fisse o mobili – è preferibile sceglierne uno a bassa concentrazione, per evitare effetti indesiderati, come la pigmentazione dei denti e del dorso della lingua, o una leggera alterazione del gusto. A più alte concentrazioni (0,12 – 0,20%), la clorexidina può essere utilizzata per periodi limitati in presenza di parodontiti, gengiviti, sanguinamenti, oppure prima e dopo gli interventi chirurgici. Per uso quotidiano, esistono anche collutori a base di Oli Essenziali efficaci nella riduzione della placca, e collutori a base di Fluoro che possono aiutarci nella prevenzione della carie.
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