Odontoiatria pediatrica

La Pedodonzia (Odontoiatria infantile) è la branca dell’odontoiatria che ha come scopo la prevenzione e la cura delle patologie dentali/odontoiatriche/odontostomatologiche del paziente in età evolutiva.

Infatti la dentizione da latte ha un ruolo molto importante nel guidare l’eruzione di quella permanente. Se a causa di una carie diagnosticata troppo tardi si ha la perdita precoce di un dente deciduo il rischio che il dente permanente sottostante possa erompere in modo non corretto aumenta considerevolmente. E’ molto importante quindi mantenere i denti da latte in arcata fino al tempo di permuta fisiologica.

Da un lato quindi il pedodontista mette in atto terapie di tipo preventivo quali le sigillature dei solchi o le applicazioni di fluoro e, coadiuvato dall’igienista dentale, insegna al piccolo paziente le manovre necessarie all’ottenimento di una buona igiene orale, dall’altro interviene nel caso in cui siano manifeste patologie.

L’elemento più importante quando si curano i piccoli pazienti è senz’altro quello psicologico: spesso i bambini si presentano all’attenzione del dentista già impauriti senza che di fatto sappiano che cosa succederà a causa di idee preconcette, di “sentiti dire” magari dai genitori o da persone vicine a loro.

Riuscire a stabilire un contatto e instaurare un rapporto di fiducia diretto, senza il filtro emotivo creato dai genitori (è questo il motivo per cui il dentista preferisce/richiede che i genitori non siano presenti durante la visita: il bimbo sente la loro apprensione e si agita a sua volta) è pertanto il presupposto fondamentale per curare i piccoli pazienti: un bambino che si fida è spesso un paziente migliore di un adulto!

Faq

Cosa sono le sigillature?

I primi denti permanenti che erompono sono i primi molari, che fanno la loro comparsa attorno ai 6 anni. La superficie di masticazione dei molari presenta delle solcature spesso molto profonde che è difficile tenere pulite soprattutto quando si è così piccoli. Per prevenire quindi la formazione di carie a livello dei solchi li si “sigilla” stendendo una resina liquida (contenente fluoro) che si indurisce, impedendo l’accumulo dei residui alimentari e riducendo drasticamente il rischio di formazione di carie.

Il fluoro fa bene ai denti?

Il fluoro è un preziosissimo alleato nella prevenzione della carie ma è un alleato che è importante conoscere bene. A partire dagli anni ’70 e fino ad oggi si è creduto che l’assunzione di fluoro già da parte delle donne in gravidanza e successivamente da parte dei bambini rendesse lo smalto dentale più resistente all’attacco dei batteri responsabili della formazione della carie. Per questo motivo in alcune nazioni (ad esempio gli Stati Uniti) si è proceduto alla fluorizzazione delle acque potabili, in modo da garantire un apporto costante di fluoro. D’altro canto il fluoro si trova anche in diversi alimenti e, se assunto in concentrazione troppo alta, può provocare la “fluorosi”, vale a dire un accumulo di fluoro non cristallizzato nello smalto. Si va dalla fluorosi “leggera” caratterizzata dalla presenza nello smalto di lievi alterazioni, variabili da piccoli puntini a macchie bianche, a quella “grave” dove tutte le superfici dello smalto sono affette da un’alterazione dello sviluppo così marcata che può influenzare anche la forma del dente andando incontro a frattura. I denti assumono un aspetto corroso e pigmenti marroni sono presenti lungo tutta la superficie dentale.

Oggi si è dimostrato che l’assunzione per bocca di fluoro non è efficace nel rafforzare lo smalto dei denti e che le uniche terapie utili sono quelle che prevedono l’applicazione di gel fluorati direttamente sui denti, mediante l’utilizzo di mascherine dedicate.

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