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infiammazione alle gengive cosa fare

SOS infiammazione alle gengive? Ecco cosa fare!

SOS infiammazione alle gengive? Ecco cosa fare! 1200 628 Amadental

Gengive rosse, gonfie, doloranti e che sanguinano durante lo spazzolamento? Potrebbe essere in corso un processo di gengivite. È una situazione molto comune che colpisce il 50% della popolazione. Nonostante la sua frequenza, è necessario prestare attenzione e seguire tutti i rimedi per occuparsene perché, se non curata, può trasformarsi in parodontite. Ecco i nostri consigli!

Cos’è la gengivite e quali sono le cause

Il termine gengivite indica un’infiammazione delle gengive: si tratta di un disturbo gengivale lieve e trattabile: proprio per questo è importante prestare attenzione a questi sintomi e parlarne con il dentista per cercare di risolvere la situazione, prima che peggiori in parodontite. La branca dell’odontoiatria che si occupa del trattamento delle gengive è la parodontologia. La gengivite è provocata dalla placca, formata da batteri che si depositano sulle superfici dei denti, soprattutto nelle zone più difficili da raggiungere durante l’igiene orale: questi batteri irritano la gengiva, provocandone l’infiammazione.

Come riconoscere l’infiammazione alle gengive

La gengivite si manifesta con alcuni sintomi molto chiari e riconoscibili: 

  • infiammazione e irritazione
  • sanguinamento durante lo spazzolamento
  • dolore
  • gonfiore
  • alito cattivo

In presenza di questi sintomi è possibile che sia in atto una gengivite.

Gengivite e parodontite: quali sono le differenze?

È importante creare una distinzione tra i diversi casi di infiammazione alle gengive, chiarendo la differenza 

infiammazione alle gengive cosa fare

tra gengivite e parodontite.

  • La gengivite è un’infiammazione che si limita al bordo gengivale; l’infiammazione è quindi superficiale e generalmente transitoria se trattata nel modo corretto. Al contrario, se ignorata, può portare ad una vera e propria patologia, la parodontite. 
  • La parodontite, a differenza della gengivite, interessa tutti i tessuti a supporto del dente (gengive e ossa) ed è quindi un’infiammazione più profonda, che porta all’erosione progressiva di questi tessuti, fino alla caduta del dente.

Cosa fare in caso di infiammazione alle gengive?

In caso di infiammazione alle gengive è necessario prestare maggiore cura alla propria igiene orale: spazzolare i denti dopo ogni pasto per almeno 4 minuti, passare delicatamente il filo interdentale ed effettuare degli sciacqui con un colluttorio disinfettante. Per attenuare la condizione può essere utile ricorrere ad alcuni rimedi naturali come: massaggiare le gengive con i polpastrelli, applicare gel di aloe vera, malva, calendula o oli essenziali ad azione disinfettante.

È comunque consigliabile, nel caso ci si accorga di questi segnali, contattare uno specialista.

Prevenire l’infiammazione alle gengive

Ma come prevenire questo fastidioso problema? Tutto parte dall’igiene: una rigorosa routine quotidiana e un’igiene professionale dal dentista all’anno ti aiuteranno a prevenire la gengivite. 

Possono poi venire in aiuto alcune abitudini quotidiane: 

  • cambia lo spazzolino ogni 3-4 mesi, quando le spatole sono rovinate e se possibile prediligi uno spazzolino elettrico;
  • evita fumo e alcolici;
  • assumi quantità sufficienti di vitamina C.

Seguire questi consigli e gestire la situazione fin dai primi sintomi ti permetterà di rendere la gengivite un problema del tutto passeggero e di evitare che la situazione peggiori. Se noti questi sintomi o desideri approfondire l’argomento non esitare a contattarci!

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denti da latte perché sono importanti

Denti da latte: 5 domande che hai sempre voluto fare

Denti da latte: 5 domande che hai sempre voluto fare 512 268 Amadental

Denti da latte, questi sconosciuti! Vengono chiamati anche decidui e il loro ruolo è fondamentale, perché, oltre a permettere al bambino di masticare correttamente, mantengono lo spazio necessario per ospitare i denti permanenti. In questo articolo abbiamo provato a sintetizzare le risposte alle domande più frequenti  che ci vengono poste, per chiarire i dubbi e fornire consigli su come prendersene cura.

1 – Quanti sono i denti da latte?

Diversamente dai denti che abbiamo da adulti, quelli da latte sono 20 in totale. Per l’esattezza, ce ne sono 10 nell’arcata superiore e 10 nell’arcata inferiore; ogni arcata ha 4 molari, 2 canini e 4 incisivi.

2 – Quando cadono?

La caduta dei denti da latte è un evento importante, perché segna una fase di maturazione del bambino. Questo momento arriva intorno all’età di 6 anni. L’ordine della caduta non è sempre uguale per tutti i bambini, generalmente i denti da latte cadono nella successione in cui sono cresciuti, quindi: i 4 incisivi da latte inferiori e superiori, i canini, i primi molari, i secondi molari e così via. 

3 – Cosa fare se i denti da latte non cadono?

Il periodo di caduta dei denti da latte dura generalmente dai 6 ai 13 anni. 

In alcuni casi può capitare 

che un dente da latte dondoli ma rimanga in parte attaccato o che non avvenga affatto la perdita dei denti. 

  • Se il dente è parzialmente attaccato, si può stimolare la sua caduta in modo indolore (tramite ad esempio l’igiene orale o facendo mangiare al bambino un cibo duro, come una mela).
  • Nel caso in cui dopo i 13 anni d’età i denti permanenti non siano ancora completi è necessaria una visita dal dentista per bambini, perché potrebbe essere causa di malocclusioni o problemi futuri. Niente di preoccupante, sono situazioni comuni e solitamente risolvibili con l’aiuto di uno specialista.

4 – Trauma ai denti da latte: cosa fare?

A causa delle frequenti cadute dei bambini, è comune che si verifichi un trauma ai dentini da latte. Niente panico, ecco cosa fare: 

  • tranquillizzare il bambino: è un evento traumatico sia per lui che per i genitori e spesso la preoccupazione dei genitori può spaventare il bambino più dello stesso incidente; 
  • pulire la ferita e posizionare del ghiaccio esternamente per ridurre l’infiammazione; 
  • se il dente è caduto, conservarlo in soluzione acquosa (nella saliva o nella soluzione fisiologica). 
  • portare il bambino dal pedodonzista: maggiore sarà la velocità di intervento, maggiori saranno le possibilità di risolvere il problema.  

5 – Come comportarsi in presenza di carie ai denti da latte?

I denti decidui cariati vanno curati proprio come quelli permanenti, perché il loro ruolo è mantenere lo spazio per i denti che cresceranno successivamente. Non è facile accorgersi che un dente da latte ha sviluppato una carie: uno dei primi segnali è la presenza di macchie biancastre o aloni scuri sul dente. Quando ci si accorge della presenza di una carie, è necessario far visitare il piccolo a un dentista per bambini per capire insieme quali sono le soluzioni per curare il dente.

Anche se i denti da latte sono destinati a cadere, proprio per il loro ruolo fondamentale è importante trattarli con la stessa cura che si riserva ai denti permanenti. Speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a risolvere i tuoi dubbi sui denti da latte, per ulteriori informazioni non esitare a contattarci!

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pedodonzista

Dentista per bambini: perché è così importante?

Dentista per bambini: perché è così importante? 2400 1256 Amadental

Il rientro dalle vacanze significa solo una cosa: tempo di un controllo dal dentista, anche per i più piccoli! A chi affidarsi? Pedodontista, odontoiatra infantile o dentista pediatrico: comunque tu lo voglia chiamare, stiamo parlando del professionista che si occupa di curare la bocca e i denti dei piccoli pazienti, dalla prima infanzia fino all’adolescenza. È una figura molto importante, perché da lui dipende la prevenzione e la cura di alcune patologie che possono causare problemi anche in età adulta. Scopriamo insieme di cosa si occupa!

Chi è il dentista per bambini: la figura del pedodonzista

Il dentista per bambini, più correttamente chiamato pedodonzista, è il professionista che si occupa di odontoiatria pediatrica, o pedodonzia, la branca dell’odontoiatria che tratta la salute del cavo orale in età pediatrica, dai 2 ai 16 anni. Al pari di ogni altro dentista, si occupa della prevenzione e della cura delle patologie del cavo orale, dalla gnatologia, all’endodonzia fino all’ortodonzia. Il dentista per bambini ha però anche un ruolo fondamentale nell’insegnamento delle buone abitudini da mettere in atto per prevenire questi problemi.

Quali sono le differenze dal dentista per adulti

Vediamo nello specifico di cosa si occupa il dentista per bambini e cosa lo differenzia dal dentista per adulti. 

  • dentista per bambini I denti da latte: a differenza di quanto si pensi, i denti da latte possono cariarsi, e hanno un ruolo fondamentale nella formazione corretta della bocca dei bambini perché “tengono il posto” ai futuri denti permanenti. Compito del pedodonzista è curare le patologie a carico dei denti da latte e controllare che stiano crescendo nel modo corretto.
  • La prevenzione: il dentista per bambini, ancor più che per l’adulto, ha il ruolo fondamentale di prevenire futuri problemi ai denti del bambino. Questo avviene tramite l’educazione alle corrette manovre di igiene orale, l’eliminazione delle scorrette abitudini (anche tramite il supporto alla famiglia), la correzione di malocclusioni e l’allineamento dei denti. 
  • La comunicazione: la differenza fondamentale tra un dentista per bambini e uno per adulti è l’approccio con cui si rivolge al paziente. Il suo metodo prevede infatti l’utilizzo di giochi e strategie per rilassare il bambino e la creazione di un clima di serenità e fiducia per prevenire e curare la “paura del dentista”.

La prima visita dal dentista per bambini

Ma quand’è il momento giusto per portare i bambini alla prima visita dal dentista? Noi consigliamo di portarli a fare un primo controllo nel secondo anno di età e di eseguire successivamente un controllo all’anno, in modo da creare un rapporto di fiducia tra il bambino e il paziente e rendere lo studio un ambiente familiare agli occhi del bambino. 

Durante la visita il dottore provvederà a rilassare il bambino e a controllare la salute della bocca e dei denti da latte.

Insomma, questa figura è fondamentale per la salute orale del tuo bambino e l’intervento in questa età permette di ottenere risultati migliori e più rapidi, e soprattutto di evitare problemi che si possono ripercuotere in età adulta.

Contattaci per prenotare la prima visita del tuo bambino con il nostro dentista per bambini a Milano, Magenta o Magnago!

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Come pulire l’apparecchio per i denti trasparente

Come pulire l’apparecchio per i denti trasparente 1200 628 Amadental

Ti sei affidato all’apparecchio per i denti trasparente e, tra comodità, estetica e funzionalità, non puoi che essere soddisfatto. Come per tutti gli apparecchi ortodontici, però, è importante prendersi cura della sua manutenzione quotidiana. La buona notizia? Pulire l’apparecchio trasparente è molto più facile che pulire quello tradizionale: basterà seguire alcuni passi e qualche piccola accortezza. In questo articolo ve li spieghiamo!

Perchè pulire l’apparecchio per i denti trasparente

È molto importante occuparsi della pulizia dell’apparecchio trasparente, in primo luogo per fattori estetici: le mascherine devono infatti rimanere trasparenti e una loro mancata pulizia potrebbe danneggiarle, rendendole opache o macchiandole. Oltre che per fattori estetici poi, la pulizia delle mascherine trasparenti è importante perché potrebbero annidarsi dei batteri, causa di cattivo odore. 

Quando pulire l’apparecchio trasparente

Le mascherine trasparenti devono essere pulite ogni volta che vengono tolte per mangiare. È bene quindi associare la pulizia dell’apparecchio per i denti trasparente alla normale routine di igiene orale quotidiana (3 volte al giorno).

La pulizia dell’apparecchio trasparente passo per passo  

La pulizia dell’apparecchio per i denti trasparente è semplice e veloce. Ecco i passi da seguire:

  • rimuovi le mascherine trasparenti seguendo le istruzioni fornite dal dentista;
  • spazzola delicatamente le mascherine rimuovendo scrupolosamente ogni residuo, utilizzando uno spazzolino a setole morbide e una piccola quantità di dentifricio;
  • risciacqua le mascherine sotto un flusso di acqua fredda, eliminando ogni residuo di dentifricio;
  • asciuga le mascherine con un panno per qualche minuto;
  • nel frattempo, occupati dell’igiene orale della tua bocca con spazzolino, scovolino e colluttorio;
  • indossa nuovamente l’apparecchio trasparente seguendo le indicazioni del dentista.

I nostri consigli

Ecco alcune ulteriori accortezze per assicurarti le corrette cure ed evitare di rovinare le mascherine del tuo apparecchio per i denti trasparente:

  • non utilizzare acqua calda per risciacquare le mascherine: potrebbe modificarne la forma e danneggiarle in modo permanente;
  • per una pulizia più profonda è possibile servirsi delle apposite compresse per la pulizia
  • è necessario utilizzare un dentifricio delicato e non troppo abrasivo, perché potrebbe opacizzare le mascherine e rovinarle.

Per garantire il corretto funzionamento dell’apparecchio per i denti trasparente e godere a pieno di tutte le sue comodità, impara a dedicargli le giuste cure: bastano pochi minuti al giorno, che entreranno velocemente a far parte della tua routine quotidiana. 

Contattaci per maggiori informazioni! 

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Qual è la durata di un impianto dentale?

Qual è la durata di un impianto dentale? 1200 628 Amadental

Ti sei sottoposto o stai per sottoporti a un trattamento con l’impianto dentale e una delle domande che non riesci a smettere di farti è quanto durerà il tuo impianto?

L’impianto dentale ha una durata media che dipende da diversi fattori: dalle buone abitudini, ai materiali utilizzati, ecco alcuni consigli che ti permetteranno di farlo durare il più a lungo possibile!

Che cos’è un impianto dentale

È una vite realizzata in titanio che, inserita nell’osso, permette di sostituire i denti persi, recuperando l’estetica del sorriso e la sua funzionalità. L’implantologia ha quindi come obiettivo offrire ai pazienti un’alternativa alle più comuni protesi mobili. 

Qual è la durata media di un impianto dentale?

Il dato clinico dimostra che per il 95% dei casi la durata media degli impianti dentali si attesta sui 10/15 anni. Seguendo alcune regole fondamentali, però, sarà possibile garantirne la massima durata possibile!

Impianto dentale: la corretta igiene orale ne allunga la durata   

Impegnarsi a mantenere una corretta igiene orale è indispensabile per far si che le protesi durino più a lungo.

Ecco alcune regole da seguire:

  lavarsi i denti dopo ogni pasto per almeno due minuti;

  passare il filo interdentale almeno una volta al giorno;

  sottoporsi regolarmente a sedute di igiene professionale.

I controlli regolari: perché sono importanti  

Anche sottoporsi a regolari controlli ai tuoi impianti è una buona abitudine per garantirne la durata: permettono infatti di controllare il suo buono stato di salute e di tenere sotto controllo alcuni fattori di rischio che, senza un monitoraggio attento, potrebbero portare a complicanze.

Lo stile di vita influisce sulla durata dell’impianto dentale

Avere uno stile di vita il più sano possibile aiuta a mantenere più a lungo il tuo impianto dentale. Alcuni fattori come il fumo e lo stress, infatti, possono influire negativamente sulla durata degli impianti, causando complicanze alle protesi.

Materiali di alta qualità

Infine, non è possibile garantire la lunga durata dell’impianto dentale se non c’è alla base la qualità dei materiali utilizzati per la sua realizzazione, necessari per assicurare una maggiore stabilità. 

In conclusione, delle corrette abitudini di vita, piccole accortezze da seguire e l’affidarsi a uno studio con esperienza nella realizzazione degli impianti dentali potrà garantirne la massima durata, permettendo una vita normale a chi si affida a questa tecnica!

 

Contattaci per maggiori informazioni sugli impianti dentali!

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Alitosi: cause orali e come risolverle

Alitosi: cause orali e come risolverle 600 314 Amadental

In questa news approfondiamo quel disagio che tanto ci imbarazza, a qualsiasi età: parliamo di alitosi!

Maschi o femmine, grandi o piccini, questo fenomeno sembra infatti affliggere il 25 % circa della popolazione, in particolare le persone più anziane.

Ma quali sono le cause che lo determinano? Una volta accertato non siano implicate malattie epatiche o gastrointestinali, una particolare attenzione va rivolta alle cause orali, che hanno un ruolo preponderante nella formazione del cosiddetto “ alito cattivo”. Scopriamo insieme quali sono e come risolverle, per tornare a sentirci liberi da questo fastidio!

Cosa causa l’alitosi?

alitosi cause 1l’alitosi, il cattivo odore che si genera nel cavo orale, è diretta conseguenza del proliferare di batteri, i quali sono definiti anaerobi perché appunto sopravvivono senza la presenza di ossigeno.

La loro azione metabolica comporta una produzione di gas a base di zolfo, da cui il cattivo odore.

Alitosi: le cause orali

Le principali cause orali dell’alitosi possono essere:

  • cattiva igiene orale
  • formazione di carie
  • parodontite
  • scorretto posizionamento di protesi dentali, mobili o fisse
  • presenza di placca e tartaro

Una cattiva igiene orale comporta inevitabilmente un accumulo di batteri, che portano alla putrefazione i residui di cibo non rimossi in maniera completa.

Assicurandosi di lavare bene i denti dopo aver mangiato senza dimenticare la lingua e utilizzando il filo interdentale, diminuisce la possibilità che il cavo orale si trasformi in un ambiente consono alla proliferazione batterica.

Altra importante causa dell’alitosi può essere la parodontite, un’infiammazione dei tessuti gengivali causata dalla placca.

La saliva: un’alleata contro l’alitosi

alitosi cause 2La saliva svolge un ruolo fondamentale nella lotta all’alitosi!

Apportando ossigeno infatti, aiuta a rendere la nostra bocca un luogo inospitale per i batteri anaerobi.

Detergendo il cavo orale inoltre, aiuta a mantenere alta l’idratazione generale dell’ambiente e coadiuva la rimozione dei residui di cibo che spesso si incastrano tra i denti.

Cause orali dell’alitosi: consigli pratici per porvi rimedio

A tutto (o quasi) c’è rimedio! 

Con qualche piccolo accorgimento, infatti, l’alitosi sarà solo un lontano ricordo:

  • alitosi cause 3mantieni il cavo orale sempre ben idratato, non aspettare l’insorgere della sensazione di “bocca secca”;
  • non digiunare troppo a lungo, la produzione di saliva non è stimolata e quindi i batteri in tal caso hanno il via libera;
  • assicurati di passare il filo interdentale almeno una volta al giorno;
  • prediligi il consumo di frutta e verdura meno ricchi di grassi e proteine;
  • limita le sigarette! il fumo si annovera tra i peggiori nemici del cavo orale;
  • Per assicurare una corretta rimozione di placca e tartaro effettua una pulizia dei denti professionale un paio di volte l’anno, in particolare con il cambio di stagione;

se le gengive cominciano a dolere o sanguinano, corri dal dentista prima di trovarti ad affrontare un’infezione batterica o una infiammazione gengivale.

Per maggiori informazioni, contattaci: siamo a tua disposizione!

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Afte della bocca: addio!

Afte della bocca: addio! 1200 628 Amadental

In questa news approfondiamo un disturbo tanto comune quanto fastidioso: 

parliamo di afte della bocca!

Queste lesioni della mucosa orale colpiscono circa il 60% della popolazione, comportando una sensazione di vero e proprio dolore

Nonostante spariscano nel giro di 15 giorni circa, le afte tendono a recidivare, rappresentando spesso un disagio continuo.

Continua a leggere per conoscere questo fastidio e a dirgli addio!

Afte della bocca: Cosa sono

Le afte della bocca colpiscono la mucosa orale, comparendo singole oppure a gruppi.

In caso compaiano a gruppi, possono manifestarsi solo in alcune zone e quindi essere localizzate, o, nei casi più importanti, estendersi all’intero cavo, intaccando il palato, le guance, la lingua e le gengive.

Essendo delle vere e proprie abrasioni, si manifestano come bolle biancastre circondate da una zona arrossata, della dimensione di 2-5 millimetri.

l’infiammazione del tessuto provoca molto fastidio al tatto, soprattutto quando si presentano a gruppi.

 

Di solito questo disturbo si risolve in un paio di settimane, ma recidiva facilmente.

In questo caso, quando la recidiva diventa regolare, si parla di Stomatite Aftosa ricorrente.

 

Afte della bocca: I sintomi

I sintomi della formazione di afte non sono difficili da riconoscere:

  • Sensazione di fastidio simile a bruciore 
  • Arrossamento della parte interessata 
  • Formazione di una lesione di tipo rotondeggiante, biancastro e dai contorni ben definiti

 

Le afte non sanguinano, tuttavia al solo contatto con lingua, cibo e spazzolino la sensazione di bruciore aumenta.

Afte della bocca: Le cause principali

 

Le principali cause della formazione di afte della bocca possono essere di natura endogena, ovvero dovute a fattori interni all’organismo, oppure di natura esogena, e quindi da fattori esterni.

una volta escluso il rischio di patologie latenti,

le principali sono:

  • Traumi dovuti a spazzolamenti troppo energici, morsicature non intenzionali, sfregamento da apparecchio fisso
  • Sfogo da stress e tensione accumulata, con stati di ansia o depressione
  • Allergia a particolari tipi di alimenti 
  • Carenza di ferro, vitamina B,C e D, carenza di acido folico
  • Abuso di sigarette, in quanto il fumo stimola una particolare cheratinizzazione delle mucose orali
  • Scarsa igiene orale, e quindi il proliferare di batteri

 

Afte della bocca: addio!

Per risolvere la formazione di afte si consiglia di seguire pochi pratici consigli: Poco per volta si assorbiranno, limitando l’insorgenza di recidive.

  • Corretta igiene orale
  • Ridurre il fumo il più possibile
  • Assicurarsi la corretta assunzione di vitamine B,C e D, di probiotici e di zinco, calcio e fosforo
  • Ridurre il consumo di alcolici e cibi particolarmente piccanti

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DIGRIGNAMENTO DEI DENTI NEI BAMBINI

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L’azione di digrignare i denti è molto frequente negli adulti, ma anche nei bambini.

Questa tendenza a sfregare i denti tra loro si verifica prima del raggiungimento dell’età scolare, ed in particolar modo durante la notte.

In questo articolo approfondiamo il concetto di Bruxismo tra i bambini, ovvero l’azione di digrignare i denti, individuandone le possibili cause e come risolvere questo disturbo!

DIGRIGNAMENTO NEI BAMBINI: Che cos’è

Il meccanismo di digrignare i denti con sfregamento delle arcate riguarda circa il 20% dei bambini entro i 12 anni,  e comporta una pressione particolare della mandibola che viene serrata e quindi sovraccaricata.

Si parla quindi di Bruxismo, fenomeno che avviene in maniera del tutto involontaria e, per questo, si riscontra in particolare durante il periodo notturno. 

Quest’azione può affievolirsi nel tempo fino a scomparire, oppure protrarsi creando dei disagi da non sottovalutare in fase di sviluppo:

nel lungo periodo può portare ad un eccessivo consumo dei denti, a disturbi della masticazione e della postura. 

 

DIGRIGNAMENTO NEI BAMBINI : Possibili Cause

 

Ad oggi non sono stati riscontrati dati statistici che indichino in maniera definitiva quali siano le cause del digrignamento dei denti tra i bambini, ma tendenzialmente i principali motivi sono :

  • Stress
  • Fastidio durante la comparsa dei denti permanenti
  • Malocclusione delle arcate dentali

 

I fenomeni di stress che possono colpire i bambini sono molteplici, di natura principalmente emotiva. 

Un rimprovero o una piccole lite vengono sfogati in maniera inconscia durante la notte: la tensione viene scaricata sulla mandibola che viene serrata, andando a caricare l’articolazione temporo-mandibolare con conseguente sfregamento dei denti tra loro.

Durante la comparsa dei denti permanenti, il bambino può provare del notevole fastidio all’interno del cavo orale e può essere portato a sfregare i denti nel tentativo di alleviare la spiacevole sensazione.

Nel caso in cui, invece, il digrignamento dei denti sia causato da una malocclusione delle arcate mandibolari, ovvero della scorretta posizione delle stesse, vi è la necessità dell’intervento del pedodonzista, che saprà individuare il tipo di malocclusione e l’intervento adeguato.

 

DIGRIGNAMENTO NEI BAMBINI: Come individuare il problema

 

L’azione di digrignare i denti non è facile da identificare, in quanto spesso non comporta una manifestazione concreta di sintomi.

 

Avvenendo inoltre durante le ore notturne, non sempre i genitori sono in grado di individuare il classico rumore da sfregamento dei denti tra loro.

 

I principali elementi che permettono di individuare il fenomeno del bruxismo sono due:

  1. Rumore simile ad uno scricchiolio, tipico dello sfregamento dei denti 
  2. Stanchezza al risveglio, con particolare tensione riferita alla mandibola e, nei casi più importanti, anche dolore al collo e alla testa.

 

In quest’ultimo caso, il bambino si sveglia stanco, quasi come non avesse mai riposato davvero.

Questa stanchezza è data dal continuo movimento dei muscoli masticatori,

che di fatto non riposano mai durante la notte.

 

DIGRIGNAMENTO NEI BAMBINI: Come risolverlo

 

Il fenomeno del digrignamento nei bambini può scomparire da solo una volta che i denti permanenti hanno completamente sostituito quelli decidui.

 

Nel caso in cui la situazione continui a perpetuarsi nel tempo, però, è opportuno recarsi dal pedodonzista per una visita di controllo, al fine di valutare la situazione orale e procedere al meglio.

Per maggiori informazioni, contattaci: siamo a tua disposizione! (LINK AI CONTATTI)

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Implantologia a carico immediato: quanto costa

Implantologia a carico immediato: quanto costa?

Implantologia a carico immediato: quanto costa? 1200 628 Amadental

Un intervento di implantologia a carico immediato serve a restituire il sorriso in tempi brevi ai pazienti. Spesso, infatti, chi necessita di questo tipo di intervento ha il desiderio di risolvere l’edentulia nel più breve tempo possibile: un dente mancante può provocare imbarazzo e difficoltà nella masticazione. Nell’ultimo anno abbiamo trattato diversi pazienti che avevano perso un dente, che sono stati soddisfatti di poter tornare a sorridere e mangiare a pochi giorni dall’intervento.

Scopriamo assieme di che tipo di intervento si tratta e cosa comporta in termini di costi.

Implantologia a carico immediato, cos’è?

 

Si tratta di una tipologia di impianto volta a sostituire uno o più denti mancanti, e si differenzia dall’implantologia a carico differito perché la protesi viene applicata nel corso di un unico intervento. In questo modo sarà possibile per il paziente tornare alla vita normale in tempi molto brevi e riacquistare un sorriso smagliante nel giro di qualche giorno. Grazie alla continua ricerca e innovazione, e all’utilizzo di materiali osteointegrativi, questa tecnica è al 100% sicura ed efficace.

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Implantologia a carico immediato: da cosa dipendono i costi

Questo tipo di intervento risulta più economico rispetto a quello a carico differito perché, permettendo l’applicazione dei perni e della protesi definitiva nel corso del medesimo intervento, consente di abbattere notevolmente i costi. 

Nel momento in cui lo specialista individua in questo tipo di intervento la soluzione migliore, è bene tenere a mente che ci sono diversi fattori che influenzano il costo finale:

  • i materiali con cui sono realizzate le protesi e i perni;
  • la necessità di eventuali visite di follow-up;
  • il numero di denti mancanti da sostituire;
  • la garanzia sulle protesi.

È fondamentale valutare questi aspetti nel momento in cui si riceve il preventivo per l’intervento: non sempre un preventivo più basso significa una minore spesa a lungo termine.

Non esitare a contattarci per ricevere più informazioni in merito ai costi di un intervento di implantologia a carico immediato, saremo lieti di fornirti un preventivo dopo una visita.

Perché preferire l’implantologia a carico immediato

Ci sono casi in cui non è possibile procedere con questo tipo di intervento: una visita iniziale serve proprio a valutare la situazione di partenza e individuare le alternative possibili. Laddove l’intervento a carico immediato fosse una delle possibilità da valutare, rappresenta una scelta ideale per chi necessita di un intervento rapido, economico pur optando per materiali di alta qualità e sicuri. Questo tipo di intervento, infatti, consente al paziente di tornare quanto prima alla sua vita, dovendo osservare solamente per qualche giorno delle particolari attenzioni al tipo di cibo che ingerisce, minimizzando i fastidi e il numero di visite necessarie per risolvere l’edentulia. Sarà possibile fin da subito, infatti, riprendere a masticare correttamente grazie alla protesi definitiva e tornare a sorridere senza il timore di mostrare il dente mancante. 

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Curare la parodontite | Amadental Milano | Dentista a Milano

Come curare la parodontite: cause, sintomi e curiosità

Come curare la parodontite: cause, sintomi e curiosità 1200 628 Amadental

Gengive arrossate, gonfie e che sanguinano spesso? Ahia, sembra proprio parodontite…

 

Continua a leggere per scoprire come curare la parodontite.

Parodontite: le cause

 

In questa news parleremo di parodontite: come curarla, le sue cause, e altre curiosità.

Partiamo dal problema alla base: da cosa è causata la parodontite?

La nostra bocca è popolata da milioni di batteri che formano la placca, una patina che va a depositarsi e accumularsi sui nostri denti. Questa va rimossa mediante una attenta igiene orale e, periodicamente, è opportuno effettuare una pulizia profonda dal dentista.

Se lasciata troppo a lungo all’interno del cavo orale, la placca tende a indurirsi formando il tartaro, che non è più rimovibile con la semplice spazzolatura dei denti. Diventa in questi casi necessaria una seduta di igiene professionale. 

I batteri che proliferano all’interno delle nostre bocche cosa possono determinare?

Curare la parodontite | Amadental Milano | Dentista a Milano

Placca e tartaro possono dare vita a due tipi di danni:

  • Possono interessare i denti, danneggiandoli con le carie.
  • Possono colpire tutti i tessuti che stanno intorno al dente (parodonto: gengive, legamento e osso) provocando un’infiammazione cronica che prende il nome di gengivite, se colpisce superficialmente le gengive; parodontite (comunemente conosciuta come piorrea), quando l’infiammazione arriva più a fondo interessando l’osso.

Come curare la parodontite

Per curare la parodontite dovrai rivolgerti al tuo dentista: sarà necessario rimuovere a fondo la placca accumulata nelle tasche paradontali e per farlo bisognerà ricorrere a delle tecniche particolari…vediamole insieme.

 

  • Se le tasche sono molto profonde (oltre i 5 mm), bisognerà ricorrere a un intervento parodontale. Si tratta di una tecnica chirurgica che consente di rimuovere a fondo i batteri dalle tasche parodontali. Attraverso un’incisione sulla gengiva, sarà possibile raggiungere la superficie del dente e la parte più profonda della tasca dove si sono accumulati i batteri. Si ripulisce la parte infetta eliminando tutti i batteri e infine si richiude la ferita.
  • Se le tasche sono meno profonde invece, si procederà con il curettage gengivale che consiste nella rimozione di tutti i tessuti molli presenti nella tasca parodontale. Con l’aiuto di un apposito strumento, viene raschiata la parete gengivale in modo da eliminare la tasca. Se necessario si ripulisce anche la radice esposta del dente.

Prevenire è meglio che curare

Così recita il detto…e noi siamo d’accordo!

Perché soffrire se possiamo evitarlo semplicemente conducendo uno stile di vita sano?

 

Ecco alcune accortezze da seguire per buona salute orale:

 

  • Esegui quotidianamente una corretta igiene dentale: spazzola i denti per almeno 2 minuti 3 volte al giorno;
  • Evita di fumare;
  • Assumi adeguate quantità di vitamina C seguendo una dieta ricca di frutta e verdura;
  • Utilizza uno spazzolino elettrico, è più efficace nella rimozione della placca rispetto a quello manuale;
  • Fai frequenti controlli dal dentista e, almeno due volte l’anno, sottoponiti a una seduta di igiene professionale per una rimozione profonda dei batteri;
  • Se noti che le gengive sanguinano spesso o tendono a ritrarsi, non aspettare e rivolgiti al dentista!

 

Per maggior informazioni non esitare a contattarci!

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